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Bar da sigari in Marocco: dove fumare un avana nel 2026
Dalla casa CIGARA, pubblicato il , aggiornato il

In Marocco la legge 15-91 non vieta il sigaro in bar, ristoranti e alberghi: i bar da sigari del paese sono soprattutto bar di palace, con un humidor al banco. Per acquistare, la rete si limita a cinque banchi ufficiali Habanos, e i prezzi sono quasi quadruplicati dal 2023: un Trinidad Coloniales vi costa 550 DH al pezzo. Sul fronte della degustazione, invece, il paese offre alcuni dei più bei fumoir che esistano, a condizione di sapere dove andare.
Questa guida fa il giro degli indirizzi la cui vocazione al sigaro è realmente stabilita (dal locale stesso, non per sentito dire), città per città, con il quadro legale e i riflessi che evitano le brutte sorprese.
Ciò che la legge dice, ciò che non dice
Il testo di riferimento è la legge 15-91, promulgata con dahir nel 1995. Il suo elenco di luoghi in cui è vietato fumare riguarda gli ospedali, gli uffici amministrativi, i mezzi pubblici, le sale di spettacolo e le aule. Né i caffè, né i ristoranti, né i bar, né gli alberghi vi figurano. La riforma votata dal Parlamento nel 2008 per aggiungerli non è mai stata pubblicata sul Bollettino ufficiale, tanto che non è mai entrata in vigore, e un testo più recente, adottato alla Camera dei rappresentanti, prevede ammende modeste (100 DH per il fumatore, 500 DH per il responsabile del locale) autorizzando espressamente gli spazi per fumatori ventilati e isolati.
In pratica, la stampa marocchina constata da anni un’applicazione pressoché nulla. Sarebbe però maldestro concluderne che tutto sia permesso ovunque: la buona regola dell’appassionato sta in tre gesti. Prima la terrazza: è la cortesia, e il clima vi si presta per gran parte dell’anno. L’interno solo là dove la casa se ne fa carico: un bar che espone un humidor ha risolto la questione per te. E nel dubbio, una parola al maître: in Marocco la risposta è quasi sempre un portacenere portato con il sorriso.
Comprare sul posto: cinque boutique ufficiali, prezzi da collezione
La rete ufficiale si riassume in fretta: cinque banchi ufficiali Habanos — quattro Casa del Habano (due a Casablanca, una a Rabat, una a Marrakech) e un Habanos Especialist a Marrakech, nessuno a Tangeri —, riforniti dal distributore esclusivo di Habanos in Marocco. Non esiste alcuna vendita online di avana: tutto passa dal banco.
I prezzi, dal canto loro, appartengono dal 2023 a un’altra epoca: la riforma fiscale ha fatto passare il Cohiba Behike da 640–740 DH a 2.000–2.800 DH, il Trinidad Coloniales da 105 a 550 DH, e l’ondata dell’aprile 2026 porta un Montecristo Leyenda a 810 DH al pezzo. Da qui due conseguenze molto concrete. La prima: la franchigia doganale di 25 sigari, ammessa senza dichiarazione né formalità, secondo le agevolazioni ufficiali concesse ai viaggiatori, non è mai valsa tanto la pena di essere usata: è esattamente una scatola. La seconda: ogni sigaro proposto nettamente sotto la tariffa amministrata deve destare diffidenza, perché il mercato grigio rappresenta una parte importante del consumo nazionale, e la contraffazione vi prospera.
Una curiosità locale merita la deviazione: la manifattura di Casablanca che arrotola a mano sigari 100 % marocchini, prima fabbrica del genere in Africa. Attenzione all’omonimia: questo attore marocchino non ha nulla a che vedere con la Habanos S.A. dell’Avana. Per l’appassionato curioso è l’occasione di un puro che non somiglia a nessun altro.
Marrakech, la capitale
Tutto converge verso la città rossa: due boutique ufficiali, i fumoir più riusciti, e una concentrazione di palace senza equivalenti. La città merita del resto una guida a sé stante: i sigari a Marrakech, indirizzi e galateo compresi.
Il Bar à Cigares del Royal Mansour
L’unico salotto per sigari di palace del paese formalmente identificato come tale. Al primo piano dell’edificio principale, il Royal Mansour ospita un humidor di legni pregiati, vetro e madreperla, guarnito di grandi marche in maggioranza cubane, e la casa ammette il sigaro personale purché lo si degusti al bar. Orari non pubblicati: si prenota.
La Casa del Habano dell’Hivernage
Boutique ufficiale aperta nel 2018, affiancata da un vero luogo di ritrovo: walk-in humidor, armadietti privati per i soci, salotto di degustazione. È l’indirizzo dove comprare e fumare nello stesso posto, con gli happy hour di un lounge di quartiere. Un secondo indirizzo, più recente, tiene il banco di M Avenue con l’insegna Habanos Especialist by Mehdi Bennani.
Il Bar Churchill della Mamounia
Il fumoir della vecchia scuola per eccellenza, omaggio al cliente più celebre della casa; Cigar Aficionado gli ha dedicato le sue colonne. Humidor al bar, avana serviti con cura, penombra, cuoio e jazz, dalle 18 alle 23. Dress code rigoroso: niente tenuta da spiaggia dopo le 18.
Complemento utile: anche i bar del Selman e il Piano Bar di Es Saadi annunciano sigari alla carta: di che variare le serate dell’Hivernage.
Casablanca, la discreta
La capitale economica nasconde bene il suo gioco — la nostra guida al sigaro a Casablanca ne fa il giro completo. Il Bar del Royal Mansour Casablanca (avenue des FAR) è l’unico bar della città che si descrive da sé come bar per sigari: eleganza anni Cinquanta, whisky rari, selezione cubana lodata dagli habitué. A Bourgogne, La Casa del Habano ricopre dal 2019 il ruolo di club di fatto degli aficionados casablanchesi: «Fumoir d’Exception», armadietti privati, oltre 400 referenze a catalogo, humidor su misura e consegna nazionale; l’indirizzo storico del Maârif (Al Massira) completa la rete sul fronte boutique. Per il dopocena in altezza, il rooftop del 28° piano della Kenzi Tower rivendica uno spazio fumatori con vista; e il mitico Rick’s Café tollera il sigaro in sala; le recensioni dei non fumatori ne danno testimonianza, il che è tutto dire. A tavola, i circoli di appassionati hanno le loro abitudini: la Taverne du Dauphin vicino al porto, la Villa Boga ad Aïn Diab e, al golf di Bouskoura, Casa José.
Rabat, Tangeri e Agadir, in tre registri
Rabat gioca la discrezione diplomatica: una boutique ufficiale a Souissi (la prima del paese, aperta nel 2011), un salotto sigari VIP al Royal Golf Dar Es Salam (la Cigare House del ClubHouse Robuchon), il Blind Tiger, bar speakeasy del Ritz-Carlton Rabat dove il sigaro è benvenuto, il Laila Lounge del Four Seasons Kasr Al Bahr con la sua selezione di sigari di fronte all’oceano, l’Amber Bar del Sofitel Jardin des Roses dove gli appassionati hanno le loro abitudini, il cigar bar di Egiodola, ristorante bistronomico di Hay Riad, il rooftop Le Deck del Fairmont La Marina e la sua terrazza di fronte al Bouregreg, e un indirizzo a parte, Le Dhow, dhow ormeggiato sul Bouregreg, che dedica la domenica sera al sigaro e al cognac.
Tangeri è una questione di atmosfera più che di humidor. Due locali annunciano ufficialmente sigari. L’Origin Bar del Fairmont Tazi Palace, attorno a una serata di cocktail, caviale e sigari; e l’X.O. Cognac & Cigar Club del Royal Tulip City Center, sulla strada di Malabata, club di cognac e sigari a pieno titolo, poltrone Chesterfield, boiserie e luci soffuse. Nessun humidor di vendita è documentato in città: si arriva attrezzati, e si tengono i caffè mitici della Kasbah per l’atmosfera. Più lontano sulla costa, a Tamouda Bay, a un’ora di strada verso Tetouan, Le EME del Banyan Tree è il salotto degli amanti di whisky e sigari, di fronte alla spiaggia: la fuga del fine settimana più che l’indirizzo della sera.
Agadir vive il sigaro in riva al mare, senza boutique ufficiale né humidor di vendita documentato: si arriva attrezzati. Per fumare, tre indirizzi di resort. A Taghazout Bay, il NOLA del Fairmont, jazz bar alla maniera di New Orleans, luci basse, collezione di whisky e avana invecchiati; accanto, la Lobby Lounge dello Hyatt Regency Taghazout serve cocktail e sigari di fronte all’Atlantico. Ad Agadir stessa, sul golf di Bensergao, il bar-lounge del Tikida Golf Palace, Relais & Châteaux, tiene una cantina di vini e sigari con pianoforte: l’indirizzo più ovattato del Sud.
I riflessi del viaggiatore
- Telefona prima di spostarti. Le scorte Habanos sono irregolari, anche in boutique ufficiale: un humidor può essere sontuoso un giorno e sguarnito il giorno dopo.
- Prenota i bar dei palace. Royal Mansour e Origin Bar non pubblicano orari: una telefonata evita la porta chiusa, e il dress code si chiede nell’occasione.
- Viaggia in astuccio, non in tasca. Marrakech è una città molto secca: ciò che la nostra guida alla conservazione in clima secco descrive sull’arco dell’anno vi si applica in accelerato. Un astuccio rigido e una bustina di regolazione da viaggio tengono i tuoi 25 sigari di franchigia in perfetta forma.
- Il primo sigaro del soggiorno si sceglie dolce. Fra il caldo, il fuso orario e la cena marocchina, un formato modesto serve la serata meglio di un trofeo; la nostra guida per principianti vale anche per i viaggiatori, e un tè alla menta lo accompagna meglio di qualsiasi alcolico.
Il Marocco non sostituirà L’Avana nell’itinerario di un collezionista. Ma per chi ama fumare da qualche parte, sotto un’arcata della medina, di fronte all’Atlantico, nella poltrona di un bar dove Churchill aveva le sue abitudini, pochi paesi offrono altrettanti scenari all’altezza di un grande sigaro.
Domande frequenti
- Si può entrare in Marocco con i propri sigari?
- Sì: la franchigia del viaggiatore ammette 25 sigari (o 200 sigarette, o 100 sigarilli, o 250 g di assortimento di questi prodotti) in esenzione da diritti, senza dichiarazione né formalità, cioè esattamente una scatola standard. Oltre quella soglia bisogna dichiarare e pagare i diritti secondo il tariffario della dogana. Nessuna regola specifica riguarda i sigari cubani all’ingresso.
- È legale fumare un sigaro in un caffè o in un bar in Marocco?
- La legge 15-91 del 1995 vieta di fumare negli ospedali, negli uffici amministrativi, sui mezzi pubblici, nelle sale di spettacolo e nelle aule; il suo elenco non menziona né i caffè, né i ristoranti, né i bar, né gli alberghi. La riforma votata nel 2008 per includerli non è mai stata pubblicata sul Bollettino ufficiale, e la stampa marocchina constata un’applicazione pressoché nulla. In pratica: terrazza per cortesia, interno solo là dove il locale se ne fa carico, e una parola al maître toglie ogni dubbio.
- Dove comprare sigari cubani autentici in Marocco?
- Nei cinque banchi ufficiali della rete Habanos: le Casa del Habano di Casablanca (Bourgogne e Maârif), Rabat (Souissi) e Marrakech (Hivernage), e Habanos Especialist by Mehdi Bennani a M Avenue, Marrakech. Gli avana vi arrivano dal distributore esclusivo di Habanos in Marocco, e non esiste vendita online. Due riflessi: telefonare prima di spostarsi, perché le scorte sono irregolari, e diffidare di ogni prezzo nettamente inferiore alla tariffa amministrata, firma classica della contraffazione.
- C’è un vero salotto per sigari a Tangeri?
- Sì, due. L’Origin Bar del Fairmont Tazi Palace annuncia sigari premium sul suo menu ufficiale, attorno a una serata di cocktail, caviale e sigari; e l’X.O. Cognac & Cigar Club del Royal Tulip City Center, sulla strada di Malabata, è un club di cognac e sigari a pieno titolo, poltrone Chesterfield e boiserie. Nessun humidor di vendita è invece documentato in città: a Tangeri più che altrove, l’appassionato previdente arriva con l’astuccio ben fornito.
